Nuova tappa per il mondo dei creator: l’albo degli influencer entra in scena
Nel panorama della comunicazione digitale italiana si affaccia una novità importante: con la delibera n. 197/2025, la Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha dato il via a un registro – spesso definito “albo” – degli influencer “rilevanti”.
Questa misura arricchisce il quadro regolamentare del mondo dei content creator e segna un passaggio da una fase in cui molti influencer operavano in una sorta di “terra di nessuno” digitale, ad una in cui la professione – o l’attività – assume connotati più strutturati, con obblighi, trasparenza e responsabilità.
Per un’agenzia per il lavoro come Prolav, che osserva costantemente l’evoluzione delle professioni e dei modelli occupazionali, questo cambiamento merita attenzione: cosa comporta, chi riguarda, quali opportunità o profili professionali possono modificarsi? Vediamo insieme i punti chiave.
Quali soggetti sono coinvolti e quando scatta l’obbligo
L’obbligo di iscrizione al registro riguarda i cosiddetti influencer “rilevanti”. Ma cosa significa, concretamente? Secondo AGCOM:
chi supera almeno 500.000 follower su una o più piattaforme social/video (Instagram, TikTok, YouTube, Facebook, Twitch, ecc…) oppure
chi raggiunge in media almeno 1 milione di visualizzazioni mensili sui propri canali.
L’iscrizione è effettuata mediante un modulo online, con obbligo di fornire dati anagrafici, nickname, account social, documenti di identità, Pec o domicilio digitale.
È importante precisare: l’albo non è un ordine professionale come quelli dei medici o degli avvocati — non richiede esami, né certifica competenze — ma costituisce un registro amministrativo cui sono sottoposte figure con forte influenza digitale.
La procedura è già attiva: la delibera è stata approvata il 23 luglio 2025 e l’iscrizione è prevista da novembre 2025, con un termine entro circa tre mesi per adempiere.
Quali sono gli obblighi e le regole da rispettare
Una volta iscritti, gli influencer rilevanti devono attenersi a una serie di regole e codici di condotta, volti a garantire trasparenza, correttezza e tutela di particolari soggetti (come i minori). Ecco i principali elementi:
Trasparenza nelle comunicazioni commerciali: ogni collaborazione o contenuto sponsorizzato deve essere chiaramente identificato (#pubblicità, #adv, #sponsorizzato) e i prodotti forniti a fini promozionali devono essere esplicitati.
Segnalazione dei contenuti modificati e dell’uso di IA: se vengono usati filtri, modifiche video/foto o strumenti di intelligenza artificiale, deve essere indicato chiaramente (“foto modificata” etc.).
Tutela dei minori: contenuti potenzialmente dannosi, ingannevoli o inappropriati per i minori non sono consentiti; gli influencer devono adottare misure per evitare che i minori siano protagonisti o destinatari inconsapevoli.
Correttezza e dignità umana: è vietata la diffusione di messaggi di odio, discriminazione, violenza, nonché la promozione di fake news o pratiche ingannevoli.
n pratica, l’attività di influencer “rilevante” acquisisce una dimensione più simile a quella di un fornitore di media: regolamentata, tracciata, sottoposta a vigilanza.
Rischi e sanzioni: cosa succede se non si rispetta
La novità non è solo formale: sono previste sanzioni molto elevate in caso di violazione delle regole o mancata iscrizione. Alcuni esempi:
Multe fino a 250.000 euro per casi non gravi, ad esempio pubblicità occulta non dichiarata.
Multe fino a 600.000 euro per violazioni gravi, particolarmente in materia di tutela dei minori.
La responsabilità si estende anche a chi non si iscrive pur avendone l’obbligo: l’AGCOM può intervenire sia d’ufficio che su segnalazione degli utenti.
Per i professionisti dell’orientamento e del lavoro, questo significa che il profilo “influencer” non è più solo una figura libera senza regole, ma va considerato come attività con limiti, obblighi e potenziali rischi — e ciò può avere riflessi anche in fase di collaborazione, contratti, assicurazioni professionali, ecc.
Il “creator” non è solo “una persona che ha tanti follower”: quando raggiunge una dimensione rilevante diventa soggetto a obblighi, controlli e responsabilità — e acquisisce, di fatto, una dimensione più professionale.
Per i nostri clienti, per chi intermedia talenti o gestisce collaborazioni digitali, questo significa: trasparenza, selezione più attenta, contratti più solidi, servizi di supporto e compliance.

